Pensieri...

ADDIO MIO AMATO GANDHI!

febbraio 19, 2018

E’ finita questa notte la nostra storia durata 5 anni, 5 lunghi anni di amore, coccole e fusa….

Non sei mai stato un gatto coccolone, solo con me cercavi continuamente attenzioni, carezze, facendo lunghe dormite sulle mie gambe distese.

Mentre scrivo mi son voltata perché mi è sembrato di sentir sgranocchiare i chicchi, poi ho realizzato che non ci sei più, e sono crollata nuovamente in lacrime.

Mi manchi, mi sei mancato stamani non vedendoti ad aspettarmi davanti alla porta di camera, mi manchi in ogni istante, perché anche se eri un gatto silenzioso facevi in modo di farmi sentire la tua presenza.

Sono felice di averti coccolato ieri pomeriggio prima di andare a lavoro, non avevi niente di strano, credo proprio ti sia preso un infarto, ma sono felice di averti tenuto tra le mie braccia nel tuo ultimo respiro, facendoti sentire che non eri solo nel tuo viaggio sul ponte dell’aldilà….

Ti ho amato…tanto, con te ho pianto…tanto, nei lunghi periodi che ci hanno visti uniti in momenti difficile, ti ho un pò trascurato i primi mesi che Elio è arrivato, e tu geloso mi spisciacquolavi ovunque per dispetto, ma ho amato anche i tuoi dispetti.

Ti sei lasciato accarezzare da Elio, anche se nel tuo sguardo leggevo “cosa mi farà questo qua?” eri un gatto buono, non hai mai graffiato nessuno, eri schivo con chi entrava in casa nostra, non sei mai stato un ruffiano, hai dato sempre amore a chi veramente ti amava.

Mi manchi…tanto, mi manchi infinitamente gattone peloso…

Sei stato il primo orfano a trovare la tua casa in noi, il nostro bambino pelosone, e ora Elio mi dice “Gatto?” io trattengo le lacrime e non riesco a dire nient’altro se non “Non c’è”….

Mi manchi e mi mancherei per sempre….mi mancherà sentirti strofinare alle mie gambe, facendomi arrabbiare perché col tuo melone mi imperavi tutta, ma facevo finta di arrabbiarmi, in realtà mi rendevi così felice!

Ripenso a quanti doni mi hai riportato in casa: una cavalletta, un gioco, un pipistrello piccolissimo e per fortuna ogni volta che mi facevi questi splendidi regali, c’era il tuo “babbo” a salvarmi, prendeva tutto Massy e riportava fuori!

Mi hai fatto ridere, mi hai impaurire quella volta ti sentissi male, mi hai fatto sentire amata anche quando mi sentivo tanto sola, in quei momenti in cui mi leccavi le ferite, grugando in fusa indimenticabili.

Hai smesso di dormire in camera con noi quando è arrivato Elio, ma ogni volta che lui piangeva, tu ti mettevi alla porta e piangevi con lui, per solidarietà o forse per dirmi “ma che cos’ha” perché forse, nonostante questo nuovo compagni di giochi ti stesse un pò sul c….., tu ti preoccupavi per lui.

Apro la porta delle scale e mi viene da richiuderla poi penso…già ora non sale né scende più Gandhi…così vado a letto, sperando di sognarti questa notte per venirti a coccolar di nuovo.

Ti amo e per sempre ti amerò….Gandhi, non ti chiamai così per Mahatma Gandi, ma perché i tuoi occhi mi ricordavano il modello di Dolce&Gabbana che su quella barchetta in mezzo al mare sfodera il suo fisico bestiale in un costumino bianco!

Siamo pazzi noi in casa Meoni, ci hai conosciuto e ci hai amato incondizionatamente e per questo te ne sarà sempre grata.

Sarai una nuova stella nel mio splendido cielo di angeli….tu guardami perché io ti vedrò sempre!

Non toglierò la foto all’ingresso della nostra casa, perché tu abiterai sempre con NOI!

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